Un itinerario culturale a Castel di Ieri tra il tempio italico del II sec. a.C., uno dei meglio conservati d'Abruzzo, e l'eremo rupestre della Madonna di Pietrabona nel Bosco Sacro di querce e noccioli.
Castel di Ieri, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, è uno dei borghi della Valle Subequana con la stratificazione storica più ricca e meno conosciuta: un paese di poche centinaia di abitanti che custodisce un tempio italico del II secolo a.C., un eremo medievale rupestre e un centro storico medievale con torre, forno comunitario e vicoli in pietra. L’itinerario culturale del Parco tocca tutti questi elementi in un percorso di circa 2 ore.
Il tempio italico
Alle porte di Castel di Ieri si trovano i resti di un tempio italico costruito nel II secolo a.C., epoca in cui la Valle Subequana era territorio dei popoli italici prima della romanizzazione. Il sito è uno dei meglio conservati dell’Abruzzo per questa tipologia architettonica: la piattaforma del podio e alcuni elementi strutturali sono ancora leggibili, e le campagne di scavo hanno restituito materiale votivo che testimonia il carattere sacro del luogo per secoli.
L’eremo della Madonna di Pietrabona
A poca distanza dal paese si trova l’Eremo della Madonna di Pietrabona, un santuario rupestre incastonato nella roccia calcarea e circondato da un bosco di querce e noccioli che la tradizione chiama Bosco Sacro. L’eremo è un luogo di pellegrinaggio locale, con una cappella scavata nella roccia e decorata con ex voto. La quiete del bosco e la singolarità del contesto geomorfologico lo rendono una delle mete più suggestive del Parco.
Il borgo
Il centro storico di Castel di Ieri conserva la torre medievale che presidiava la valle, l’antico forno comunitario ancora riconoscibile e un insieme di case in pietra locale che si dispongono lungo i pendii in modo organico, senza la pianificazione di un borgo fondato ma con la logica spontanea dell’insediamento cresciuto nei secoli.